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Giovanni Severino. Correre con la mente.

Giovanni di professione fa l’autista per una azienda umbra, abita a Bastia Umbra vicino ad Assisi, di fronte al Monte Subasio. A Giovanni piace correre, la passione gliel’ha trasmessa un amico che poi ha smesso mentre lui ha continuato fino a passare dalla mezza-maratona a quella intera e oltre.

Quando l’ho invitato sul palco a parlare della sua storia mi ha detto: “Sai che sono un timido, non saprei esattamente cosa dire e se lo faccio lo faccio solo perché mi intervisti tu”. Non potevo perdere una occasione come questa, Giovanni  Severino rappresenta perfettamente il protagonista-tipo dell’evento “Normalmente Eccellente”, è una persona assolutamente “normale” (nessun lavoro che ha riscontri nei media o nello sport professionistico e nessun collegamento con una fama precedente) che svolge  un lavoro altrettanto normale e molto dignitoso. 

E’ contemporaneamente “eccellente” in quanto trova il tempo per allenarsi a correre un paio di maratone a settimana e spesso va anche oltre. Quanto oltre? Beh intanto ha percorso i 100 km del Passatore da Firenze a Faenza. Una volta gli ho inviato un whatsapp scrivendogli che ero molto contento perché avevo percorso i miei primi 30 km mentre mi preparavo alla mia prima maratona e lui mi ha risposto con una foto dell’app di Runtastic con i seguenti dati: km percorsi 58 ad una media di 5’45” con un dislivello di 1000 metri. Ero all’Ikea e per poco andavo a sbattere contro una cucina tanto ero sbalordito.

E’ sempre umile, non necessita che qualcuno gli riconosca dei meriti perché non deve soddisfare il bisogno di essere stimato e riconosciuto, uno dei bisogni che fanno parte della Piramide di Abraham Maslow, piuttosto ha la necessità di perdersi dentro lo sforzo fisico e correre, lasciando andare il dolore dei muscoli, la fatica dei polmoni e del cuore per uno sforzo così continuo e prolungato. Ciò che lo sostiene, oltre una buona dieta e  un severo allenamento, è soprattutto il “fondersi” con la natura, con i paesaggi che scorrono davanti ai suoi occhi al ritmo del suo passo tenace. 

Cos’è un bisogno?

Un bisogno, come sostiene Angelo Bonacci, è la percezione di una distanza, di uno squilibrio tra una situazione attuale e una situazione (o meta) desiderata.

Anche Giovanni non né è esente ma lui soddisfa un altro bisogno della Piramide di A. Maslow, quello della tendenza all’Autorealizzazione alla base degli studi del Coaching moderno. 

Tutto quello che viene legato alla creatività, alla spontaneità, all’accettazione di sé e all’assenza di pregiudizi. E’ Normalmente Eccellente Giovanni Severino, i suoi schemi di pensiero lo portano a realizzare imprese incredibili e a raggiungere uno stato psico-fisico di equilibrio totale durante la corsa. Lo noti anche dalle sue foto, mentre corre è sempre sorridente, raramente lo vedi affaticato. 

Tutto per rimettere sé stessi al centro del proprio progetto di vita in modo da tornare poi nel mondo attuale più forti e sereni, più saggi e più esperti. Per fare questo viaggio “interiore” ha combattuto quell’Inner Game che T. Gallwey (uno dei padri fondatori del Coaching moderno) ha studiato, elaborando un concetto utile a tutti coloro che perseguono il miglioramento personale come principio fondamentale della propria esistenza. 

Nel dettaglio Gallwey sostiene che la Performance è data dal tuo potenziale al quale devi sottrarre le interferenze. 

Per performance si intende un  mix  tra  il  risultato dell’ agire e l’agire che ha portato a tale  risultato. 

Le interferenze invece sono gli elementi di disturbo che vanno ad inibire ed impedire l’utilizzo delle potenzialità personali. Ne esistono di 2 tipi: le Interferenze interne che nascono e si sviluppano al nostro interno e le Interferenze esterne che vengono prodotte dall’ambiente circostante.

Ogni performance non soddisfacente è accompagnata da specifiche interferenze interne e/o esterne.

Tra le interferenze interne:

  • Paura del fallimento;
  • Timore del giudizio;
  • Timidezza, modestia, impaccio;
  • Convinzioni (perfezione, superiorità, presunzione);
  • Mancanza di autodisciplina;
  • Scarsa Intelligenza Emotiva;
  • Mancanza di autostima/autoefficacia;
  • Scarsa concentrazione;

 

Tra le interferenze esterne, possiamo elencare:

  • Mancanza di risorse (denaro, alleati, ecc.);
  • Clima sfavorevole e penalizzante;
  • Relazioni negative fondate sulla critica e sul giudizio.

Durante l’evento Normalmente Eccellente, Giovanni Severino ha annunciato le prossime sfide: una ultra-maratona di 140 km e una 330 km di 4 gg. Inutile dire che il pubblico ha reagito saltando sulla poltrona.

Correre per 4 gg di fila deve essere un viaggio interiore molto profondo e intimo, credo sia necessaria una connessione con risorse che riesci a trovare soltanto mettendoti appositamente sotto stress ad un livello fuori dalla tua portata.

Abbiamo corso insieme una volta, 13 km, e lui ma ha fatto molte domande durante il percorso, mi ha detto spesso che starebbe ad ascoltarmi delle ore invece quello che era affascinato dalla sua semplicità e presenza ero io, totalmente rapito dalla sua serenità. Al termine della corsa abbiamo fatto qualche km scalzi, ci siamo tolti le scarpe e siamo andati liberi sull’erba a contatto con la natura. E’ stata una esperienza nuova e meravigliosa, il piede si riabitua a spingere secondo la sua conformazione anatomica e non secondo la composizione della suola della scarpa, tutto diventa una fusione con il terreno e dopo qualche secondo ti senti come se le scarpe le avessi ancora ai piedi  

Al termine dell’intervista Giovani Severino  mi ha detto: non so esattamente perché corro ma so che voglio farlo, mi fa stare bene e fa stare bene chi è intorno a me. Prendersi cura di sé è fondamentale per avere una qualità di vita più coerente con ciò che vogliamo realmente per noi stessi e nel Coaching è un principio-cardine.

Riascoltando le parole di Giovanni Severino mi sono reso conto di quanto fossero semplici e allo stesso tempo dirompenti e di come il suo talento mi abbia ispirato per questo articolo.

AC

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