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Il futuro del lavoro

Siamo tutti sempre molto impegnati al punto che perdiamo di vista il vero obiettivo finale. Nel coaching si fa una distinzione netta e molto utile nella considerazione degli obiettivi, da quelli di mezzo a quelli di fine, da quelli di processo a quelli di stima. In questo periodo storico molte delle leve utilizzate dai media ci porta inevitabilmente a rischiare di perdere la considerazione che facciamo sui nostri reali obiettivi al punto che spesso, troppo spesso ci dimentichiamo di stilarli.

Se durante una cena tra amici provi a chiedere a qualcuno: “Quali sono i tuoi obiettivi a 36 mesi? E quali quelli entro la fine dell’anno?” potresti rischiare una pessima risposta se non altro, saranno in pochi ( nessuno però fino a qualche tempo fa ) quelli che ti risponderanno veramente.
Durante la mia giornata lavorativa mi sono imbattuto in un articolo che mi ha fatto pensare tuttavia che se non hai obiettivi potresti avere un problema.

Averli allena la mente al loro raggiungimento, sviluppa maggiori capacità cognitive e soprattutto rende consapevolezza dei propri mezzi ( anche se inizialmente posso rappresentare dei mezzi fallimenti ). Del resto la differenza la fa sempre come “approcci” a quello che ti capita e a come ne diventa la tua personale realtà.
Leggendo l’articolo del Corriere della Sera Lorenzo Pastaglia scrive che:
un ruolo su cinque scomparirà entro il 2023 Secondo l’analisi della società di consulenza Mercer, le aziende italiane sono poco flessibili e scarsamente digitalizzate: solo il 17% delle società del Paese si è attrezzato per il futuro…del resto siamo conosciuti in Europa per questa tendenza diciamo da difensori della Zona di Comfort.

Vuoi trovare un’occupazione con più facilità in futuro?

Allora studia per diventare Data Scientist o Social Media Manager e le porte del lavoro si apriranno prima. Lo rivela il report «Future of Jobs» del World Economic Forum, spiegando quali sono le professioni in rialzo e quali quelle in calo (in primis le amministrative e manifatturiere). Su tale importantissimo report che anticipa le tendenze del mondo del lavoro nei prossimi anni ( e quindi a breve termine ) ho preso molte informazioni per “intercettare le future esigenze” dei partecipanti ai miei corsi ( a tal proposito dai un occhiata alla sessione Corsi se sei di Milano, Mantova o di Bari ).

Una delle più importanti che ti segnalo è la seguente, le scelte che un’azienda farà per comprare il tuo prodotto sarà sempre meno indirizzata a quanto tu lo conosca bene perché ormai viene dato per scontato .
Quelle che faranno le differenze saranno le tue Soft Skills, e dico anche “finalmente”, cioè tutte quelle abilità trasversali, di tipo comportamentale e relazionale, che non si contrappongono alle Hard Skills, ma piuttosto le integrano nella definizione di un profilo professionale “ottimale”.

Impossibile non tenere conto di tale indicazioni per non fare il solito errore di arrivare sempre secondo.
Infatti, mentre le hard skills possono essere acquisite o rafforzate progressivamente attraverso appositi piani di formazione, spesso predisposti dalle stesse aziende, le soft skills dipendono essenzialmente dalle inclinazioni innate della persona.

Cosa fare se non possiedi quelle inclinazioni dalla nascita….muori così?

Lo “scenario” continua ad essere in mutamento, sono sempre di più le aziende che si affidano a Coach e Formatori per fare in modo che i propri dipendenti, quadri e Dirigenti possano sviluppare le Skills sopracitate anche se inizialmente non facenti parte dei loro tratti caratteriali.
Il bello è che nella maggior parte dei casi la difficoltà a educare i lavoratori alle soft skills e ai valori dell’impresa, spinge le aziende a preferire candidati che possiedono determinate competenze trasversali.

Oggi il mondo del lavoro è totalmente cambiato: non basta più la qualità, non è sufficiente mettere sul mercato un buon prodotto o un ottimo servizio per avere successo. La differenza ora si misura sull’atteggiamento mentale di chi dirige un’impresa, sulle convinzioni che lo sostengono, sulla flessibilità e sulla valorizzazione dei punti di forza.
Sulla capacità di orientamento verso un obiettivo e sulla gestione delle emozioni.

Sarà fondamentale anche per le imprese ripensare la loro organizzazione. Finora, però, tra le italiane solo in pochissime (17%) si sono attrezzate, come rivela un altro studio, il “Global Talent Trends Study 2018”, realizzato da Mercer, società di consulenza globale per lo sviluppo e l’organizzazione del capitale umano. Una ricerca effettuata confrontando le opinioni di alti dirigenti, addetti alle risorse umane e dipendenti in 57 Paesi tra cui l’Italia.

Il 71% dei top manager italiani preveda che almeno un ruolo su cinque nella propria organizzazione cesserà di esistere nei prossimi cinque anni (un dato tra i più alti a livello globale, di gran lunga superiore rispetto al 53% medio).

Essere in grado di preparare i dipendenti per un cambio di ruolo, o per la riqualificazione delle proprie competenze, è fondamentale per ogni società. Ma solo il 31% delle aziende italiane sta aumentando l’accesso ai corsi formazione personale o di apprendimento online e ancora meno (il 17%) sta promuovendo attivamente la rotazione tra ruoli all’interno dell’azienda. Tutte percentuali di molto inferiori alla media globale.

E qui si alza un grido di allarme potente….e tu che stai leggendo che tipo di lavoro fai? Dipendente? Formati… Manager? Formati….P.iva? Formati…Pmi? Formati su cosa? Beh…se di solito segui le indicazioni di chi ne sa più di te o sei un tipo che ama farsi la propria idea questa fonte non và sottovalutata per cui la formazione dovrebbe essere continua, quasi ogni anno, per l’80% mirata al miglioramento e alla crescita personale e scendendo nel dettaglio della classifica nella classifica di quelle individuate dal World Economic Forum ritenute “vincenti” nel 2020 per avere successo nel proprio business troviamo:

1 – Soluzione di problemi complessi
2 – Pensiero Critico
3 – Creatività
4 – Gestione delle persone
5 – Capacità di coordinarsi con gli altri
6 – Intelligenza emotiva
7 – Capacità di giudizio e di prendere decisioni
8 – Orientamento al servizio
9 – Negoziazione
10 – Flessibilità cognitiva

Se hai una azienda o ci lavori ricorda che Il 75% dei dipendenti che Mercer definisce “Thriving” – ovvero coloro che si sentono realizzati personalmente e professionalmente nella propria attività, dove hanno opportunità di apprendimento e sperimentazione – afferma che la loro azienda comunica un forte senso di direzione verso uno scopo da raggiungere.

Se però i lavoratori non si trovano a proprio agio, allora sono pronti a cambiare. E proprio tra questi, uno su tre ha manifestato il desiderio di lasciare l’azienda nella quale si trova per una mancanza di opportunità in carriera.
Fondamentali sono anche la correttezza e l’equità delle politiche retributive nelle opportunità di promozione. Ma solo il 37% dei dipendenti italiani afferma che la propria azienda li garantisce, considerevolmente meno del 53% che sente di poterlo affermare su base mondiale.

Cominciare a focalizzare il tema è fondamentale se vuoi affrontare il mondo del lavoro nei prossimi anni con fatturati all’altezza delle tue aspettative, se rimani un imprenditore vecchio stile che pensa che puoi andare avanti come hai sempre fatto non ti accorgi delle bende da mummia che ti stai appiccando da solo.

Continua il Corriere della Sera on-line scrivendo che  In un vista di un’era sempre più digitale, l’84% dei top manager italiani prevedere un aumento della competizione per acquisire i migliori talenti. A questo dato se ne aggiunge un altro: l’83% dei dipendenti di diverso livello prenderebbe in considerazione la possibilità di lavorare come freelance per più aziende.

Adottare questa mentalità implica anche un ripensamento del ruolo dei manager, chiamati non più a poter contare interamente sul tempo e la disponibilità di “sottoposti”, ma ad adottare una prospettiva di collaborazione, con talenti “trasversali” a dipartimenti o funzioni, spostando le competenze ove sono necessarie.
Come fare se non hanno competenze “vere” da Coach?

Risolvere conflitti interni, sviluppare capacità di Ascolto attivo, rilevare dei segnali di insoddisfazione che possano diventare nel tempo nocivi , motivare al meglio senza logorare la forza vendite, abbassare il turn-over, condividere la tua Missione aziendale con tutti i tuoi collaboratori per farlo diventare un faro che illumina le tue giornate sono tra i principali argomenti trattati nei corsi di Business Coaching eNetwork Coaching de ilpassosuccessivo.
Dopo la lettura di questo articolo ne conosci il motivo.

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