Sport

Arianna Manfredini, 13 anni e una Storia che cambia il gioco.

Fieri di aver preso parte alla Storia della Pallavolo come Mental Coach della VBC Casalmaggiore.

Arianna Manfredini ha esordito in Serie A2 a soli 13 anni e 4 mesi, riscrivendo la storia della pallavolo italiana. È successo sabato, durante VBC Casalmaggiore – Concorezzo, sul match ball del terzo set. Arianna entra come libero e diventa la più giovane pallavolista a giocare nella massima serie, battendo il record della campionessa Francesca Piccinini.

Una scena che ci ha emozionato anche da vicino. Sì, perché con VBC Casalmaggiore ci lavoriamo fianco a fianco ogni settimana, in qualità di Mental Coach ufficiali della prima squadra.
E possiamo dirlo con piena consapevolezza: ciò che è accaduto sabato non è stato un caso, ma il frutto di un contesto che coltiva crescita, fiducia e preparazione anche mentale.

Ma cosa c’è dietro un momento così storico? Solo talento? No.

Fiducia. Perseveranza. Sicurezza. Supporto. Determinazione.

Tutti ingredienti che non si improvvisano. Si allenano. E proprio lì entra in campo il Mental Coaching.

Oltre la tecnica: si allena la mente

«Ero molto agitata – ha detto Arianna – poi quando è arrivato il momento in cui sono stata chiamata dal coach mi sono tranquillizzata. È stato bellissimo».

Questa frase racconta tutto. La tensione iniziale, il controllo mentale, il passaggio da paura a lucidità.
Non è solo un esordio. È l’effetto visibile di un allenamento profondo che ha incluso anche la parte invisibile della Performance: la mente.

La gestione emotiva, la capacità di mantenere la concentrazione e la prontezza nel rispondere a una chiamata così importante non si costruiscono in un giorno. Sono il frutto di un percorso consapevole. Di confronto, cadute, recuperi, riflessioni, e tanta voglia di crescere.

Ed è proprio in questo spazio, tra emozione e lucidità, che il Mental Coaching fa la differenza. Perché ti insegna a reggere l’urto, a rimanere presente, a credere nel tuo valore anche quando la testa ti dice di tirarti indietro.

Cosa allena davvero un Mental Coach?

  • Fiducia in sé stessi anche quando tutto è nuovo.
  • Lucidità nei momenti decisivi.
  • Visione: vedere ciò che ancora non esiste ma che si vuole creare.
  • Gestione della paura e delle emozioni forti.
  • Mentalità di squadra: imparare a fidarsi, cooperare, sostenere.
  • Capacità di affrontare l’imprevisto: rispondere agli stimoli senza perdere il focus.
  • Resilienza quotidiana: saper reggere la fatica, l’errore, la critica.

Tutto questo non succede per caso.

Ci si allena anche per questo. E spesso, il lavoro mentale che c’è dietro non si vede, ma si sente. In campo. In panchina. A casa. A scuola. Nella vita.

Lo sport come laboratorio di vita

La forza del Mental Coaching sta nel suo valore trasversale. Ciò che Arianna allena oggi sul campo, sarà lo zaino che si porterà dietro per tutta la vita.

Il corpo si muove, ma è la mente a decidere dove.

È nello sport che vediamo subito gli effetti del lavoro mentale: la Performance. Il risultato è lì, tangibile, a volte spietato. Ma questo rende tutto ancora più vero. Ed è per questo che lo sport è il contesto ideale per imparare ad affrontare se stessi.

E ciò che si impara nello sport diventa patrimonio personale. Entra nel modo di affrontare gli ostacoli, nel modo di prendere decisioni, di reagire ai fallimenti e di credere nei propri sogni.

Genitori, manager, allenatori: serve consapevolezza

Serve una presa di posizione forte. Il Mental Coaching non è un lusso, non è un extra. È parte integrante della crescita dei ragazzi e della costruzione della Performance.

Per troppo tempo ci si è concentrati solo sulla tecnica. Ma la tecnica, da sola, non regge le pressioni, non gestisce l’ansia, non risponde alla chiamata improvvisa di un esordio in Serie A.

Chi lavora con i giovani, nello sport e non solo, deve avere il coraggio di inserire anche l’allenamento mentale tra le priorità.

I team che oggi hanno un pool di Mental Coach non solo alzano il livello di gioco: allenano caratteri, costruiscono visioni, formano adulti migliori.

E lo stesso vale nelle aziende: dove si lavora sulla conoscenza di sé, si sbloccano dinamiche nuove, si generano risultati concreti, si forma una cultura del miglioramento reale.

Tuo figlio fa sport? Come viene allenato mentalmente?

Tuo figlio non fa sport? Come viene preparato alle sfide della vita?

Hai un’azienda, una squadra, un’organizzazione? Sai quanto potenziale stai lasciando indietro se non alleni anche la mente?

Il Mental Coaching oggi non è più un optional per chi vuole crescere. È una necessità. Perché senza consapevolezza, ogni talento rischia di rimanere incastrato tra paura e pressione.

Noi siamo qui, come team de Il Passo Successivo, per lavorare insieme.

A te, a tuo figlio, al tuo team. Come già facciamo, con passione e continuità.

Nel frattempo, godiamoci il successo di Arianna.

La sua è una storia di talento. Ma anche di allenamento mentale, fiducia e presenza.

VBC Casalmaggiore e Arianna Manfredini: grazie per averci mostrato che la storia si può davvero riscrivere.
E grazie per averci reso parte di questo cammino.


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